Il limone, il mare e i 5 errori che facevo anch'io
Inizio questa nuova Voce del Kolibrì facendoti vedere un’immagine.
Un bambino che assaggia un limone per la prima volta.

Ora dimmi se sbaglio. Hai arricciato le labbra, hai sentito un po’ di saliva in più nella bocca, e forse anche un leggero fastidio alla bocca dello stomaco. Anche se il limone non l’hai mangiato tu.
I tuoi occhi hanno registrato e comunicato con il tuo cervello, e questo fenomeno ha un nome: si chiama risposta della fase cefalica. Il corpo si prepara, produce saliva e succhi gastrici, solo perché ha visto.
Ora pensa una cosa. Se solo guardando hai provato sensazioni così reali, immagina quanto conta ogni volta scegliere di fare una cosa piuttosto di un’altra. Perché ogni scelta è un segnale che dai al tuo corpo.
Adesso guarda quest’altra immagine.

Un mare bellissimo, calmo. Probabilmente ti fa sospirare, rilassare, allentare la tensione nelle spalle. Se mi sbaglio, mi licenzio e non ti scrivo più.
In ogni caso, il mare regala sensazioni bellissime, l’acqua, il colore, il rumore. Anche questo ha un nome, si chiama Blue Mind, un termine coniato dal biologo marino Wallace J. Nichols per descrivere lo stato di calma che il cervello raggiunge vicino all’acqua.
Ma per viverlo al meglio, ci sono cinque errori da evitare. Cinque errori che io stessa ho fatto per anni. Solo dopo tanto studio, che continua ancora, e dopo aver testato tutto su di me, posso darti questi consigli che cambieranno la tua esperienza in questa vacanza.
Il primo. "Restare ferma sulla sdraio, convinta di riposare."
Per anni la mia idea di pausa era esattamente questa, lettino, sdraio, ore immobile a recuperare. E attenzione, evita anche di distenderti per lunghi periodi sulla sabbia, l’umidità non ti aiuta. Quello che non sapevo è che la linfa non ha un cuore che la spinge. Si muove solo quando ti muovi tu. Resti ferma e lei ristagna, il sangue fatica a risalire contro la gravità, le gambe si appesantiscono proprio mentre pensi di stare riposando. Non serve agitarsi o fare chissà che. Puoi alzarti ogni tanto, fare due passi, muovere le caviglie. Il corpo aspetta solo quel segnale.
Il secondo. "Esagerare con il sole e il caldo."
Lo amavo, il sole pieno, anche quello delle ore centrali, mi sembrava il momento più bello della giornata. Ma il caldo dilata i vasi, il liquido passa nei tessuti, e le gambe si gonfiano di più proprio quando ti senti più serena. Non ti sto dicendo di rinunciare al sole. Puoi cercarlo nelle ore giuste, la mattina presto, il tardo pomeriggio, e regalarti l’ombra quando picchia forte. E soprattutto, non prendere sole fino a sentire il corpo surriscaldarsi. Il mio consiglio è ridurre a una quindicina di minuti e poi andare a sciacquarti, per creare lo sbalzo termico. Perché anche le tue vene hanno una parete muscolare, e il fresco le aiuta a ritrovare tono. Le tue gambe lo sentono, anche se tu non lo vedi.
Il terzo. "No alla sciacquata tiepida e veloce."
Tanto mi rinfresco, mi dicevo. E invece niente. Un getto tiepido buttato lì non dà al corpo nessun segnale utile. Quello che funziona è uno stimolo fresco, vero, mantenuto per almeno 60 secondi. Anche in doccia puoi farlo, e ti consiglio davvero di provarci. Almeno sulle gambe, risalendo fino all’inguine, dove si trova un importante nodo linfatico. È un attimo, ma per me ha cambiato il modo in cui sentivo le gambe la sera.
Il quarto, e questo è quello che mi ha aperto gli occhi davvero.
"Caricare senza scaricare."
Camminavo, mi allenavo, mi muovevo tanto, ed ero convinta che bastasse. Ma non concedevo mai al corpo la fase opposta, la decompressione. Gambe in alto, respiro lento, il diaframma che lavora come una pompa. Caricare è solo metà del lavoro. L’altra metà è lasciare andare. Da quando l’ho capito, le mie gambe a fine giornata sono un’altra cosa. Ed è per questo che nei miei percorsi inserisco sempre questo aspetto. Chi ha fatto il Linfo System Reset lo sa bene. Che tu sia appena tornata dal mare, abbia passato la giornata in spiaggia o camminato in acqua, abbia lavorato a casa o ti sia appena allenata in palestra, dedica cinque minuti alle gambe verso l’alto. Sempre.
Il quinto. "Sottovalutare il sale e l’acqua."
Snack salati in spiaggia, aperitivo al tramonto, e poca acqua perché tanto con questo caldo sudo. Il risultato è l’opposto di quello che credi, perché in carenza d’acqua e in eccesso di sodio il corpo trattiene. Non ti chiedo di rinunciare all’aperitivo, anche se ridurlo sarebbe saggio. Poniti però l’obiettivo di bere di più nell’arco della giornata, e tieni d’occhio quanto sale aggiungi senza accorgertene. L’OMS indica come riferimento meno di 5 grammi di sale al giorno per una persona adulta, ma è un’indicazione generica, quindi prendila sempre con le pinze e adattala alla tua situazione. E se ti va qualcosa di fresco e diverso dall’acqua, un succo di pompelmo non zuccherato è dissetante e ricco di vitamina C.
Una sola accortezza, importante: se assumi farmaci, in particolare per la pressione o il colesterolo, il pompelmo può interferire con alcuni di essi, quindi chiedi sempre al tuo medico. Il corpo ti ringrazia, in silenzio.
Te l’ho detto all’inizio. Il corpo reagisce sempre. La differenza tra subirlo e guidarlo è una sola, accorgersene. Adesso che li vedi, questi cinque automatismi, puoi scegliere. Esattamente come scegli l’immagine del mare quando vuoi calmarti. Non è questione di disciplina. È questione di consapevolezza.
Una cosa te la dico con il cuore in mano, come sempre. Io sono un’insegnante di Pilates, non un medico. Quello che condivido nasce dalla mia esperienza e da quello che ho studiato, non è una diagnosi. Se hai una patologia venosa o linfatica, o qualcosa che ti preoccupa, parlane con un professionista di fiducia. Prenderti cura di te vuol dire anche questo.
Nella prossima Voce del Kolibrì ti porto un esercizio pratico, uno solo, che puoi fare al mare o a casa in pochi minuti, con il respiro alla base di tutto. Intanto, se ti sei riconosciuta in uno di questi errori, scrivimi. Rispondo io.
E se ti va, taggami su Instagram mentre te ne stai con le gambe all’aria, @koelpilates, vedervi mi fa felice.
Con leggerezza non vedo l’ora che sia lunedì prossimo, Elena 🐦
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