Le mie gambe non mentono mai. Le tue?

Ciao mia dolce koelina,
Ti scrivo con le gambe alzate. Sì, sto dettando alla mia assistente virtuale che riporta le mie parole per te.
Questa posizione la tengo molto più spesso ultimamente. È una cosa che faccio quasi ogni sera da quando ho capito che il mio corpo ha iniziato a mandarmi segnali diversi — più precisi, più insistenti — di quelli a cui ero abituata.
La perimenopausa non arriva con una lettera raccomandata. Arriva piano. Con qualcosa che non riesci subito a nominare.
Per me, tra le tante cose, è arrivata con le gambe pesanti.
Non sempre. Non in modo drammatico. Ma c'era — quella sensazione di densità verso fine giornata, quella voglia di stendermi e sollevare i piedi che diventava quasi un bisogno fisico. Ho iniziato a farci caso. A capire quando peggiorava e quando no. A collegare quello che facevo — o non facevo — con quello che sentivo.
Sono molto meticolosa. Prendo nota di tutto, ogni giorno. Ma questo è un altro discorso.
In ogni caso… ultimamente ho cambiato alcune cose nel mio allenamento. Ho iniziato a muovermi diversamente. A respirare con più intenzione. A capire che non tutto il movimento è uguale — e che spesso facciamo cose pensando di aiutarci, quando invece stiamo caricando senza mai scaricare davvero.
Questo mese voglio condividere quello che sto continuando a imparare con te. Una cosa però la dico subito — anche se parleremo di gonfiore, drenaggio e sensazioni, non sono qui per fare diagnosi o darti soluzioni magiche. Se hai una patologia, ti incoraggio ad affidarti alla figura professionale giusta per te. Quello che trovi qui è esperienza, movimento, consapevolezza. Nient'altro. E già non è poco.
Per tutto giugno, qui nella Voce del Kolibrì, parleremo di gambe. Di leggerezza. Di quello che puoi fare — concretamente, anche in vacanza, anche al mare — per sentirti meglio nel tuo corpo in questo periodo dell'anno che è bellissimo ma, per molte di noi, è anche il momento in cui le gambe ci pesano di più.
Quattro mail. Quattro argomenti coerenti tra loro. Tutti pratici. E che puoi facilmente ritrovare nell'archivio delle newsletter, da qui. Facile, no?
Partiamo dal perché — perché le nostre gambe (e non solo) si gonfiano
Il caldo dilata i vasi sanguigni. Quando i vasi si dilatano, il sangue fatica di più a risalire verso il cuore — soprattutto dalle gambe, che stanno in basso, contro gravità.
Il sistema linfatico — che lavora in parallelo e aiuta a drenare i liquidi dai tessuti — non ha una pompa propria come il cuore. Dipende dal movimento dei muscoli, dal respiro, dalla postura. Quando fa caldo ci muoviamo meno, stiamo più ferme, respiriamo in modo più superficiale.
E il corpo accumula.
Ma non tutte lo viviamo allo stesso modo.

In anni di lavoro con le donne — sul tappetino, in piattaforma, qui — ho riconosciuto quattro modi di portare questo peso. Non sono diagnosi — sono osservazioni, semplificazioni utili. Leggile e vedi dove ti riconosci. Ma ricorda che tu sei unica, e qui sto semplificando per amore della chiarezza.
Tipo 1 — La koelina che lavora seduta (e che incrocia spesso le gambe… birbantella)
Scrivania, auto, riunioni, schermo. Ore e ore nella stessa posizione.
Stare sedute a lungo rallenta il ritorno del sangue verso il cuore. E incrociare le gambe — quel gesto automatico che facciamo senza nemmeno accorgercene — comprime i vasi proprio dietro al ginocchio, in un punto delicato.
Il risultato? La mattina stai bene… forse. Nel pomeriggio senti i polpacci pesanti, le caviglie che si fanno sentire, quella voglia di toglierti le scarpe non appena sei a casa.
In estate peggiora — perché il caldo fa il resto.
Tipo 2 — La koelina che lavora in piedi
Insegnanti, infermiere, commesse, parrucchiere. Donne che si muovono tutto il giorno — e che spesso mi dicono "ma io non sono mai ferma, come mai mi si gonfiano le gambe?"
Stare in piedi in modo statico — senza mai cambiare posizione, senza sedersi, senza variare — affatica la muscolatura del polpaccio, che è la vera pompa venosa delle gambe. Quando i muscoli si stancano, lavorano meno. E i liquidi si accumulano verso il basso.
La sensazione è diversa dal Tipo 1 — più bruciante, più muscolare. Le gambe non pesano soltanto. Fanno male.
Tipo 3 — La koelina in menopausa o perimenopausa
Questo è il mio profilo. E se sei qui da un po', probabilmente sai esattamente di cosa sto parlando.
Gli estrogeni influenzano la permeabilità dei capillari — cioè quanto facilmente i liquidi passano dal sangue ai tessuti circostanti. Quando i livelli ormonali fluttuano, come accade in perimenopausa, quella permeabilità cambia. Spesso aumenta.
Il gonfiore diventa imprevedibile. Cambia da una settimana all'altra. Non segue una logica apparente. Peggiora con il caldo, con il sale, con lo stress — ma non sempre nelle stesse proporzioni.
Non è nella tua testa. È fisiologico.
Tipo 4 — La koelina che si allena tanto (e non pensa mai allo scarico)
Cardio, pesi, lezioni su lezioni. Il movimento c'è — eccome. Ma il corpo non è solo carico. Ha bisogno anche di scaricare. Di respirare. Di drenare.
Chi si allena molto e non dedica attenzione al recupero linfatico, alla respirazione profonda, alla decompressione — può ritrovarsi con le gambe pesanti nonostante tutta quella energia spesa.
Più dai, più devi anche restituire. Al tuo corpo, intendo.

Cosa faremo nelle prossime settimane
Mail 2 — Acqua, doccia, mare e sole: quello che funziona davvero e i 5 errori che quasi tutte facciamo pensando di fare bene.
Mail 3 — Ti condivido un esercizio pratico. Breve. Che puoi fare in vacanza, sul tappetino della camera, sulla spiaggia. Quello che faccio io.
Mail 4 — Ti mostro qualcosa che ho creato pensando esattamente a questo — senza fretta, senza pressione. Solo perché voglio che tu sappia che esiste. Nel frattempo concentrati sull'applicare i consigli che man mano ti darò. Quello è già moltissimo.

Prima di lasciarti: dimmi, di che tipo sei?
Rispondimi qui, direttamente a questa mail. Nessun giudizio qui — io sono il Tipo 3. Tu?
Non ho bisogno di molto — anche solo un "Tipo 1" o "Tipo 3, come te" va benissimo. Se hai voglia di raccontare di più, sentiti liberissima. Non aspettarti da me diagnosi o consigli mirati — per quello esiste la consulenza individuale con me e se hai patologie con un professionista specifico. Ma sapere come stai mi aiuta a scrivere cose che ti siano davvero utili. E mi fa sempre piacere sapere che stai leggendo.
Se sei su Instagram, questa settimana trovi un reel su @koelpilates su questo tema. Scrivi "Kolibrì" nei commenti — è il modo più semplice per dirmi che sei qui, e per non perdere nulla di quello che condivido questo mese.
Con le gambe alzate e il cuore leggero,
Elena 🪶
KoelPilates — Non è fitness. Non è yoga. Non è palestra. È Koel.
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