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Hai dormito un’ora in più e ti senti peggio? Ti spiego perché può succedere e come rimetterti in asse

by Elena Visentin
Oct 26, 2026
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Trottola di legno rossa e crema che gira su un mobile scuro, accanto a una tenda con un filo di luce

Cara Koelina,

ieri notte ci hanno regalato un’ora.
E stamattina, magari, ti sei svegliata come se te ne avessero rubate tre.

Alle cinque e mezza era già buio e ti sembrava ora di cena.
E stasera, alle nove, sbadiglierai sul divano come un ippopotamo. 😂

No, non sei tu che «non reggi più niente».

Il corpo non ha mai votato

L’ora l’abbiamo spostata per legge, tutti insieme, in una notte. Il tuo orologio interno, invece, quella legge non l’ha mai letta. E di sicuro non l’ha votata.

Lui si regola sulla luce, sugli orari, sui pasti, sul movimento. E per abituarsi a un orario deciso da altri gli servono alcuni giorni. Nel frattempo vivi un piccolo jet lag, senza nemmeno la soddisfazione di aver preso un aereo.

La settimana scorsa ti avevo proposto il piano delle quattro sere.

Se l’hai fatto, oggi probabilmente lo senti meno. Se non l’hai fatto, nessun problema: puoi rimetterti in asse anche adesso.

Come rimetterti in asse questa settimana

La sveglia è la tua àncora. Alzati alla stessa ora tutti i giorni, anche se stanotte hai dormito male, anche sabato e domenica. Lo so. 😂 Ma è il segnale più forte che puoi dare al tuo orologio interno ed è proprio questa la settimana in cui conta di più.

La luce del mattino, adesso, è un regalo. Con l’ora solare al risveglio fa già chiaro. Apri la finestra, fai colazione vicino alla luce, esci anche solo qualche minuto. Immaginati il koala di qualche settimana fa che cerca il sole per scaldarsi la pelliccia. Questa settimana la luce ti dà una mano più che mai.

Muoviti prima che faccia buio. Adesso il buio arriva presto e con il buio arriva la voglia di divano. Se puoi, sposta la pratica o una passeggiata nel tardo pomeriggio: bastano dieci minuti. Arrivi a sera con un corpo che si è mosso, non solo stanco.

La sera, non andare a letto un’ora prima solo perché «sembra notte». Luci basse, ritmi lenti, ma resta vicina al tuo orario di sempre. Nel giro di qualche giorno il corpo ti raggiunge.

Se dopo una o due settimane la stanchezza non passa, o ti pesa più del solito, parlane con il tuo medico. Non tutto è colpa delle lancette.

E se non fosse solo il sonno?

Ti confesso una cosa. Per tutto ottobre, mentre parlavamo di luce, sonno e orari, mi girava in testa una domanda.

E se una parte della nostra energia non la perdessimo facendo, ma tenendo?

Te lo dico con un esempio che conosco benissimo, perché è mio: nelle giornate storte ho la mandibola serrata e il collo di marmo. Non me ne accorgo finché, la sera, non mi ritrovo con la testa pesante e un livello di irritazione verso il genere umano superiore alla media. 😂

E tu?

La mandibola stretta di notte.
Le spalle alzate mentre guidi.
La pancia tirata dentro da quando avevi vent’anni.
Il respiro che si accorcia quando entra nella stanza una certa persona. (Sì, hai già in mente chi. 😂)

Tenere costa. E costa tutto il giorno.

Non te ne accorgi perché è diventato il tuo modo normale di stare. Un po’ come il frigorifero che ronza in cucina: non lo senti più, finché qualcuno non lo spegne e all’improvviso arriva il silenzio.

Non è un difetto e non è una diagnosi. Spesso è il corpo che, un giorno, ha imparato a proteggersi così. Oggi ti chiedo solo di accorgertene.

Il tuo esperimento della settimana

Questa settimana non correggere niente. Non devi rilassarti, sciogliere o sistemare niente. Già ti vedo, super donna dai mille poteri, pronta a mettere a posto tutto entro mercoledì. No. 😂

Nota soltanto i momenti in cui ti accorgi di tenere. Dove succede. E quando.

Se vuoi, segnatelo sul taccuino del comodino, quello che usi per svuotare la testa la sera. Bastano due parole: «spalle, in macchina», «mandibola, davanti al computer».

E se ti serve una mano, questa settimana lo Slancio si chiama proprio Testa libera. Martedì c’è Rilassamento viso e sistema nervoso, mercoledì Burro fuso, giovedì Carezza lenta: pratiche brevi, pensate apposta per questo.

Un passo solo

Rispondimi con la cosa che tieni tu. Anche una parola sola: mandibola, spalle, pancia, respiro… o qualcosa che io non ho nominato.

Lunedì prossimo saremo già a novembre e ti racconto dove va a finire tutta quell’energia che teniamo stretta. C’entrano una storia che arriva dal Giappone e… un polpo. 🐙

Ti leggo.

Un abbraccio,

Elena 🪶
La Voce del Kolibrì

P.S. Queste lettere sono capitoli di un piccolo libro sull’energia. Se ti sei persa quella sul cambio dell’ora, la trovi qui.

KoelPilates. Non è fitness. Non è yoga. Non è palestra. È Koel.

FONTI

American Academy of Sleep Medicine, Daylight Saving Time · sleepeducation.org/resources/daylight-saving-time

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