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Settembre ti sta schiacciando? Ti serve una not-to-do list

by Elena Visentin
Sep 21, 2026
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Ciao mia dolce koelina,

Donna sui cinquant’anni in cucina una mattina di settembre, ferma con gli occhi chiusi e una mano sulla fronte, davanti al tavolo pieno di zaino di scuola, portapranzi, buste, chiavi e cesto del bucato

Arrivo a bomba nella tua giornata.
Pronta???

“Ti devi sbrigare.”
“Sei già indietro.”
“Non concluderai mai niente.”
“Siamo a settembre e sei di nuovo punto e a capo.”
“Hanno tutti bisogno di te.”
“E quella routine mattutina che tanto volevi? Mai iniziata.”

Ahhh. Che goduria.

Settembre: il mese in cui dovresti ricominciare tutto, migliorare tutto e sentirti pure fortunata di avere una nuova possibilità.

Uuu, su Instagram, internet e i social ti spronano tutti. Ti incoraggiano tutti e ti fanno sentire già indietro, perché siamo quasi alla fine del mese che segna il nuovo inizio cineseeee…
No, scherzo! Questa è una mia battuta.

Ma sei d’accordo con me che settembre sia diventato il nuovo gennaio?
Solo che gennaio arriva dopo le feste e segna davvero un nuovo anno: temporale, mica reale.

Settembre arriva dopo che hai passato mesi a tenere insieme vacanze, figli, lavoro, casa, incastri e desideri altrui.
E magari sei stata anche in vacanza, ma arrivi a settembre già stressataaaa…

E mentre ti chiedi ancora dove sia finita la tua estate, perché è volata troppo in fretta, lui è già lì.
Pronto a divorarti!!

Il Grillo Parlante gigante

Sì, perché se settembre fosse un animale, secondo me sarebbe proprio lui.
Ma in versione maxi e aggressiva, se non lo domiamo.

Ti si appoggia sulla spalla e, con la sua vocina apparentemente innocente, comincia:
“Dai, bella, ora si ricomincia.”
“Dovresti mangiare meglio.”
“Dovresti riprendere ad allenarti.”
“Dovresti rispondere a tutte quelle email.”
“Dovresti rimetterti in riga.”

Utile, per carità.

Un Grillo serve. Ti ricorda che hai bisogno di una direzione.
E lo sai: io sono per la direzione, non per colpire il vento.
Ti ricorda che alcune cose meritano attenzione, che non puoi vivere sempre in balìa delle giornate.

E poi dai… a chi non piace sentirsi soddisfatta dei propri successi?

Ma se gli lasci il microfono troppo a lungo, smette di consigliarti.

Comanda.

Uuu… e come lo fa!!!

E settembre, da promessa, diventa pressione.
Una pressione che rischia di sfociare in ansia.

Alt. Stop. Fermi tutti.

Il lavoro riprende. I figli hanno bisogno di te. Le responsabilità ci sono.
Non possiamo trasferirci alle Maldive e lasciare tutti al loro destino, per quanto, in certi lunedì mattina, l’idea abbia il suo fascino.

Ma guarda che il mondo gira uguale, eh.
Sììì, anche senza che tu riesca a fare tutto nei pochi giorni che ti rimangono di settembre.

Il problema, mia dolce koelina, non è avere tante cose da fare.
Il problema è guardarle tutte insieme.

È vedere la montagna e dimenticarti che esistono i passi.

Donna vista di spalle con zaino e cardigan verde salvia ai piedi di un lungo sentiero di gradini di pietra che sale verso la cima di una montagna in autunno, mentre appoggia il piede sul primo gradino

Il problema è sentirsi sopraffatta da una moltitudine di responsabilità, quando invece sederti e programmare potrebbe darti la pace per affrontare tutto ciò.

Ma aspetta, perché non voglio che tu faccia un’altra to-do list… ora ci arriviamo.
Prima però ti spiego.

Per il cervello, un carico enorme, vago e indistinto non è un piano: è allarme.

Non distingue più ciò che conta da ciò che può aspettare. Non organizza. Va in confusione.
E allora corri da una cosa all’altra. Oppure ti blocchi, rimandi, apri il telefono “solo cinque minuti” e alla fine della giornata ti senti pure in colpa.

Il criceto sulla ruota non è solo un esempio calzante: è la realtà in cui si sentono intrappolate centinaia di donne, anche intelligentissime.

Non perché sei pigra o sbagliata.
Non perché ti manca la disciplina. Hai dimostrato nella tua vita una determinazione fenomenale.

Nooo… è perché vuoi rendere felice il mondo e credi che avere una montagna di fronte ti obblighi a scalarla tutta in un botto, perché poi ne arriveranno altre.

Ok, lo puoi fare una volta e forse anche due. Ma mi spieghi a che pro?
Gli altri hanno bisogno di te viva, mica schiattata da qualche parte nel mondo.

Scusa se sono diretta, ma così è.

Tu sei anche fisiologia

Sei stata fatta per cambiare con le stagioni e con ciò che ti circonda.
Non sei immune dal passaggio verso l’autunno. Soprattutto se sei in perimenopausa.

Ti devi arrendere alla brutale realtà che sei umana.

Durante l’estate il tuo ritmo è cambiato davvero: più luce, cene più tardi, sveglie più morbide, più aria tra un impegno e l’altro.
Poi arrivano insieme le giornate che si accorciano, gli orari nuovi e le richieste del mondo.

E ripeto: se sei in perimenopausa, forse lo senti ancora di più.

Non perché sei fragile. Sia mai.
Tu sei di una potenza straordinaria. Molto più di quello che pensi.

Ma perché il tuo corpo sta attraversando un passaggio vero, reale e biologico. Le oscillazioni ormonali possono rendere il sonno meno lineare; vampate e risvegli possono togliere energia prima ancora che la giornata inizi.

La ricerca ci dice che, dopo la menopausa, i ritmi biologici che sostengono sonno e vigilanza possono essere meno robusti. Non vale allo stesso modo per ogni donna e non significa che tu sia condannata alla stanchezza.

(E se il sonno è cambiato tanto, o le vampate ti tolgono le notti, parlane con il tuo medico.)

Significa però una cosa importante: non puoi trattare il tuo corpo come se fosse una macchina che il 1° settembre deve tornare immediatamente performante.

Un po’ di rispetto, insomma. Come quello che dovremmo portare al motore della nostra auto in pieno inverno quando, con meno quindici gradi, sgasiamo appena la accendiamo senza lasciarla scaldare.

Quante volte tuo marito ti ha detto di aspettare qualche minuto?
Ecco, aveva ragione.

Fidati: dagli uomini e dalla loro pace nell’affrontare una cosa alla volta, con quella che sembra lentezza, possiamo imparare molto.
(Ps: questo faglielo leggere anche a tuo marito, ahaha.)

Quindi, se ti senti più reattiva, meno lucida o già stanca alle undici del mattino, prova a non raccontarti subito la solita storia:
“Non ho costanza.”

Forse non ti serve più disciplina.
Forse ti serve meno rumore di sottofondo.

E qui educhiamo il Grillo

Non con l’ennesima to-do list.
Ti prego, no.

Una lista di cose da fare, in questo momento, è come portare un’altra valigia a qualcuno che sta già salendo le scale con le braccia piene.

Facciamo il contrario. Provaci.

Una not-to-do list.
Le cose che, per questa settimana, scegli deliberatamente di non fare.

• Non ricomincio cinque abitudini insieme. Mi limito a una, anche se vorrei fare tutto ora.

• Non recupero in tre giorni ciò che non ho fatto in estate. Recupero una cosa questa settimana e la seconda la prossima.

• Non sacrifico il sonno per dimostrare che ce la faccio. E neanche per spippolare e salvare 5.500 ricette che non farò mai. Lascia questo benedetto telefono fuori dalla stanza.

• Non trasformo l’allenamento in una punizione. E qui subentro io. E ringrazio il cielo di avere Koeline che finalmente si sentono accompagnate e non frustate nel movimento.

• Non apro il telefono appena sveglia. Lascialo fuori. Sembra banale, ma ti salverà la vita.

• Non aggiungo un’emergenza volontaria a tutte quelle che già gestisco. E voglio dire almeno un no al giorno… e che cavolo!!

Smartphone appoggiato a faccia in giù su un mobile di legno nel corridoio, accanto a lavanda secca, davanti alla porta socchiusa di una camera da letto illuminata dalla luce del mattino

Questa non è fuga dalle responsabilità. Sia mai. Figurati se ti dico di farlo.
È protezione della tua attenzione. È salvaguardia personale e pace in famiglia.

Ogni “dovrei” lasciato aperto nella testa consuma energia. Ogni promessa nuova diventa una trattativa: la faccio? Non la faccio? Ho già fallito? Recupero domani?

La not-to-do list chiude alcune porte apposta

E quando chiudi alcune porte, torna silenzio.
Nel silenzio torna visibile il passo che puoi fare oggi.

Un passo alla volta.

Ora vorrei che mi rendessi partecipe della tua not-to-do list.
Delle cose condivisibili con me, ovviamente.

Rispondi a questa email con oggetto LE 3 COSE CHE NON FARÒ e aggiungi le tre cose che, questa settimana, non farai per proteggere la tua energia.

Quella email la aprirò io personalmente.

Oppure condividila su Instagram (se lo usi) e taggami. Usiamo il social come andrebbe usato.

Le cose condivise hanno più forza. Diventano un patto.
E i patti, quando sono gentili e possibili, sono più facili da mantenere.

Il Grillo non deve sparire. Ripeto, io personalmente lo trovo utile.
Deve solo abbassare la voce e aiutarti a regolare il sistema nervoso, invece di spappolartelo.

Lunedì prossimo vediamo dove finisce davvero la tua energia, anche nelle giornate in cui apparentemente non hai fatto “niente”. E alleniamoci assieme a preservare la nostra forza vitale, a beneficio nostro e di chi amiamo.

Ci stai?

Con affetto,
Elena 🪶
La Voce del Kolibrì

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